Scopri le proprietà della canapa

La canapa in Italia può tornare ad essere una risorsa, la stessa che fino agli anni ’30 ci aveva reso secondo produttore al mondo per quantità e primo per qualità. Può diventare carta, aiutando a combattere il Problema del disboscamento delle foreste, unita alla calce diventa un materiale perfetto per la bioedilizia, con prodotti che fanno “respirare” la casa, danno comfort e vivibilità, migliorano nel tempo e sono biodegradabili. I semi, la farina e l’olio che ne derivano sono considerati un vaccino nutrizionale: se assunti costantemente nel tempo aiutano a proteggere il nostro corpo da innumerevoli disturbi, come il colesterolo alto. Può diventare una stoffa con ottime caratteristiche di traspirabilità e resistenza evitando i danni causati dalle coltivazioni intensive di cotone.
Potrebbe essere trasformata in biodiesel e bioplastica, contribuendo a ridurre sensibilmente l’inquinamento del nostro pianeta, che può aiutare anche grazie alle sue capacità di estrarre materiali come metalli pesanti dai terreni inquinati. E questi sono solo alcuni esempi….

LA CANAPA – UNA RISORSA PULITA – PER UN’ECONOMIA SOSTENIBILE

Negli ultimi anni si parla sempre molto di ambiente dell’inquinamento e di attività ed interventi sostenibili che l’uomo dovrebbe adottare per limitare i disastri ambientali.

nonostante i tanti dibattiti, quando c’è una possibilità di sostituire il petrolio con materie prime naturali e rinnovabili.

Certo, è molto difficile oggi immaginare un’economia sviluppata che possa fare a meno del petrolio, dei milioni di alberi abbattuti ogni anno per fare la carta, e dei prodotti dell’industria chimica.

Eppure una concreta e fondata speranza esiste: questa speranza ci viene dalla canapa. Con le materie prime della canapa si possono produrre, in modo pulito ed economicamente conveniente, tessuti, carta, plastiche, vernici, combustibili, materiali per l’edilizia ed anche un olio alimentare di altissime qualità. La canapa è stata, tra le specie coltivate, una delle poche conosciute fin dall’antichità sia in Oriente che in Occidente.

MATERIE PRIME – La canapa è una pianta dal fusto alto e sottile, con la parte sommitale ricoperta di foglie, e può superare i 4 metri d’altezza. La parte fibrosa del fusto si chiama “tiglio” e la parte legnosa “canapolo”. La canapa può essere coltivata per due scopi principali:

per  la fibra tessile o per i semi. Se si coltiva la canapa per la fibra tessile il raccolto va fatto subito dopo la fioritura, e si possono ottenere fibre tessili (20 %), stoppa (10 %) e legno o canapolo(70 %). Se invece si coltiva la canapa per i semi, la parte fibrosa o tiglio è interamente costituita da stoppa, cioè da fibra di qualità inferiore inadatta per l’uso tessile, ma che può sostituire la maggior parte delle fibre industriali. Una importante caratteristica della pianta di canapa è la sua produttività. E’ una delle piante più produttive in massa vegetale di tutta la zona temperata: una coltivazione della durata di tre mesi e mezzo produce una bioma

ssa quattro volte maggiore di quella prodotta dalla stessa superficie di bosco in un anno.

Ecco che cosa si può ricavare da queste materie prime.

TESSUTI – La pianta di canapa, più produttiva in fibra tessile del cotone, oggi può essere lavorata in impianti che sostituiscono le lunghe e faticose lavorazioni manuali di un tempo. La sua coltivazione richiede pochi pesticidi e fertilizzanti, mentre il cotone specialmente di pesticidi ne richiede moltissimi. Inoltre la fibra della canapa è molto più robusta e dura più a lungo. Ottima sostituta  del cotone e delle fibre sintetiche.

SEMI E OLIO – I semi di canapa contengono proteine di elevato valore biologico nella misura del 24 %, ed un olio nella percentuale dal 30 al 40 %. Per il loro valore nutritivo i semi di canapa sono stati proposti come rimedio alla carenza di proteine dei paesi in via di sviluppo.

Le qualità dell’olio di canapa sono eccezionali. E’ particolarmente ricco di grassi insaturi ed è l’ideale per correggere la dieta dell’uomo moderno e per prevenire le malattie del sistema cardiocircolatorio. Altrettanto straordinarie sono le proprietà di questo olio per gli usi industriali: non a caso è stato paragonato all’olio di balena. Le vernici fabbricate con questa materia prima, oltre a non essere inquinanti, sono di qualità incomparabilmente superiore rispetto a quelle prodotte con i derivati del petrolio. Con l’olio di canapa si possono inoltre fabbricare saponi, cere, cosmetici, detersivi (veramente biodegradabili), lubrificanti di precisione ecc.

CARTA – Una volta estratta la fibra tessile o dopo aver raccolto di semi, rimangono la stoppa più la parte legnosa o canapolo, che non si possono considerare solo un semplice sottoprodotto, ma un’altra importante materia prima. Con la stoppa si può fabbricare carta di alta qualità, sottile e resistente. Con le corte fibre cellulosiche del legno si può produrre la carta di uso più corrente, come la carta di giornale, i cartoni ecc.

Fare la carta con la fibra e il legno della canapa comporta importanti vantaggi: innanzitutto per la sua enorme produttività in massa vegetale, e poi perchè la si può ottenere da un’unica coltivazione insieme alla fibra tessile o ai semi.

Un altro grosso vantaggio della canapa è costituito dalla bassa percentuale di lignina rispetto al legno degli alberi, che ne contengono circa il 20 % anzichè il 40 %.

Attualmente le grandi cartiere utilizzano solo il legname degli alberi. Il processo  prevede l’uso di grandi quantità di acidi che servono per sciogliere il legno. Questa operazione,  costosa ed inquinante, non è necessaria con la carta di canapa ottenuta dalla sola fibra. Inoltre la fibra e il legno della canapa sono già di colore bianco e la carta che se ne ottiene è già stampabile. E per renderla completamente bianca è sufficiente un trattamento al perossido di idrogeno (acqua ossigenata), invece dei composti a base di cloro necessari per la carta ricavata dal legno degli alberi. Questi composti chimici sono una delle cause principali dell’assottigliamento dello strato di ozono nell’alta atmosfera.

TAVOLE – Con i fusti interi della canapa, pressati con un collante, si possono fabbricare tavole per l’edilizia e la falegnameria in sostituzione del legno, che sono di grande robustezza, flessibilità ed assai più leggere.

MATERIE PLASTICHE – Con la cellulosa di cui la pianta è ricca, attraverso un processo di polimerizzazione, si possono ottenere materiali plastici pienamente degradabili che, se in molti casi non possono competere con le sofisticate materie plastiche di oggi, hanno comunque fin dall’inizio una serie di usi importanti per imballaggi, isolanti e così via.

COMBUSTIBILI – La canapa, per la sua alta resa in massa vegetale, è considerata anche la pianta ideale per la produzione di combustibili da biomassa in sostituzione dei prodotti petroliferi. Bruciare combustibili da biomassa anzichè petrolio non fa aumentare l’effetto serra. Infatti l’anidride carbonica viene prima sottratta all’atmosfera durante la crescita della pianta, e poi restituita all’aria al momento della combustione. In questo modo la quantità di anidride carbonica dell’atmosfera non aumenta, al contrario di quello che succede se si bruciano idrocarburi fossili.

Se è vero che con la canapa si possono produrre tutte le cose elencate sopra (e tante altre ancora), come mai le proprietà di questa pianta sono così poco conosciute e così poco sfruttate?

Essenzialmente perchè da troppo tempo si è smesso di coltivarla.

In Italia la canapa era coltivata al Nord principalmente per la fibra tessile, ed in Campania per i semi. Nella Pianura Padana la coltivazione della canapa è cessata a poco a poco negli anni Cinquanta, perchè non più conveniente rispetto al cotone e alle fibre sintetiche. Anche la coltivazione della canapa nel Meridione è cessata più o meno negli stessi anni.

Negli Stati Uniti la produzione di vernici con olio di canapa era molto sviluppata fino al 1937 quando, molto prima che in Italia, la legge ha proibito la coltivazione della canapa insieme con la marijuana. Nel nostro paese invece la legge contro la marijuana è intervenuta quando già da tempo la coltivazione della canapa era stata abbandonata. A questo proposito però bisogna osservare che, anche se botanicamente si tratta sempre di “cannabis sativa”, dalle varietà ottimizzate per la produzione di fibra e semi non è possibile ricavare la droga.

Di fatto questa lunga interruzione della coltivazione rende difficile oggi il suo rilancio.

Esistono però già fin d’ora molti fattori che premono perchè la macchina produttiva si metta in movimento. Sia in Europa che nel Nord America i coltivatori sono da tempo alla ricerca di nuove colture che possano ampliare il mercato in settori diversi da quello alimentare. Anche la C E E è interessata a promuovere coltivazioni a destinazione non alimentare, ed ha individuato nella canapa una delle colture più interessanti. Per questo ha deciso di sovvenzionare i coltivatori di canapa e di sostenere la ricerca per mettere a punto i processi di lavorazione.

Questi sono segni che, anche al di là di considerazioni di carattere ambientale, c’è tutto un mondo dell’economia che si sta spostando verso una produzione basata su materie prime naturali e riciclabili, sostitutive del petrolio e dei suoi derivati.

Anche il mercato è pronto a ricevere i prodotti della canapa. Esistono già ora centinaia di ditte in tutto il mondo che, usando materie prime provenienti dai paesi che non hanno mai interrotto la coltivazione (come l’Ungheria), fabbricano numerosi articoli a base di canapa: tessuti e capi d’abbigliamento, olio dei semi e prodotti alimentari che li contengono, saponi, cosmetici, vernici, carta, detersivi, tavole ed altri materiali per l’edilizia, legni compensati, oggetti d’arredamento ecc.

Parti della Canapa sativa ad uso alimentare

Parti della Canapa sativa ad uso alimentare

Semi di Canapa

In termini botanici, i semi di canapa sono piccoli acheni che si sviluppano nei fiori delle piante femminili.

Giunti alla maturazione, verso fine estate, formano un guscio secco e sottile, di un colore che va dal marrone al grigio con leggere striature.

Sono piccoli e di forma ovoidale (lunghezza 3-5mm – larghezza 2-3mm) e di un peso che varia dai 0,02 ai 0,03g / seme, a seconda delle varietà.

Il guscio contiene soprattutto carboidrati rinchiusi in fibre alimentari, che possiamo mangiare ma non assimilare, e clorofilla, che conferisce un colore verde all’olio di semi di canapa.

Proteine, grassi e piccole quantità di carboidrati sono immagazzinati in piccole goccioline di olio nelle cellule che costituiscono la maggior parte della polpa. In quantità inferiori troviamo anche vitamine, lecitina, fosfolipidi, fitosteroli e altro.

L’olio di semi di canapa contiene circa i 75% di acidi grassi essenziali che comprende il 15-20% acido alfa-linoleico di tipo Omega 3, spesso poco presente ma indispensabile per la nostra alimentazione.

Le proteine del seme (25% – 35%) contengono tutti gli amminoacidi essenziali in una quantità ottimale e principalmente in una forma facilmente assimilabile. Contengono metionina e cisteina, aminoacidi solforati poco presenti nei vegetali e l’edestina, una proteina di facile assimilazione.

L’impiego dei semi interi o della loro polpa comprende il loro crescente uso per la produzione di birre, snaks e prodotti da forno.

Un modo per gustarli semplice e salutare e di tostarli leggermente e salarli. Il loro gusto un po’ nocciolato li rende tanto appetibili quanto nutrienti.

I Semi di Canapa decorticati possono sostituire con vantaggio la proteina della soia o del riso in bevande sostitutive del latte (latte di soia, bevande al cioccolato, ecc.

Il valore alimentare del seme di canapa è stato riconosciuto in Italia dal Ministero della salute nel 2009.

Olio di Semi di Canapa

Il maggiore contributo alla salute dei semi è dato dall’olio per il suo alto contenuto di acidi grassi polinsaturi e per la proporzione in essi contenuti di Omega 3 ed Omega 6 (rapporto 1:3). Ha un ottimo contenuto anche di GLA (acido gamma linoleico).

Il nostro organismo non è in grado di sintetizzare gli omega 3 per cui devono essere assunti attraverso la dieta in quantità sufficienti per lo svolgimento di funzioni metaboliche indispensabili, consentendo la sintesi di molecole che intervengono positivamente nei processi infiammatori e nel mantenere elastiche le membrane cellulari.

L‘Olio di semi di Canapa viene estratto a freddo, per semplice pressione, ha un odore gradevole e un sapore di nocciola.

L’impiego dell’Olio di Semi di Canapa si sta diffondendo sia come integratore alimentare, ma anche come uso terapeutico nel trattamento di patologie come: malattie dell’apparato respiratorio (asma, rinite, sinusite, otite e allergie respiratorie); artrosi; eczema atopico; herpes; dermatiti; acne; malattie del sistema immunitario; epilessia; artrite reumatoide; sindrome premestruale.

L’assunzione regolare di Olio di Semi di Canapa, infatti riduce i livelli ematici di colesterolo LDL e trigliceridi, diminuisce il livello di aggregazione piastrinica ed è cardioprotetttivo.

Mentre diversi olii di semi contengono fattori antinutrizionali, come gli inibitori della Tripsina contenuti nella Soia, i Semi di Canapa ne sono privi.

Confronto Nutrizionale del Seme di Canapa con quello di Soia

La Farina di Semi di Canapa è la polpa finemente macinata, che rimane dopo che i Semi di Canapa vengono torchiati per estrarne l’Olio. Contiene dal 5 al 10% di olio, circa un 30% di proteine e inoltre fibre e minerali.

A chi è utile l’assunzione del seme e dell’olio di Canapa?

A chi ha un’alimentazione povera di proteine di origine animale, a chi vuole integrare l’assunzione di Omega 3 da fonte vegetale sia per intolleranza o allergia agli oli di pesce o per chi attua un regime vegetariano stretto.

Vista l’azione nutriente e protettiva dei semi e dell’olio, la loro assunzione è raccomandabile a tutte le persone in salute o in fase di recupero durante e dopo malattie: bambini, adolescenti, adulti sportivi e non, anziani, mamme in gravidanza e allattamento.

Cenni botanici della Canapa sativa

Cenni botanici della Canapa sativa

La Canapa sativa da non confondere con la Canapa indica, la cui coltivazione e uso alimentare è vietato, è una pianta erbacea appartenente alla famiglia delle Cannabinaceae. Ha un ciclo annuale e la sua altezza può variare dai 1,5 a 2 metri, fino ad un massimo di 5 metri di alcune varietà.

Generalmente è una pianta Dioica, ciò significa che possiede fiori unisessuali che crescono su individui di sesso diverso, ma ne esistono varietà Monoiche (fiori di sesso diverso sulla stessa pianta), più adatte alla coltivazione da seme.

La pianta germina in primavera e fiorisce in estate inoltrata e prima della formazione dei fiori non è possibile riconoscere il sesso.

La Canapa è una pianta molto versatile ed adattabile, può essere coltivata in diverse condizioni pedologiche e climatiche, a diverse altitudini e latitudini.

Preferisce terreni umidi ma teme i ristagni d’acqua soprattutto nelle prime fasi di crescita. Non ha bisogno di pesticidi e fertilizzanti, necessita di pochissima irrigazione; ha dimostrato di resistere alla carenza d’acqua più di tutte le altre colture industriali.

In Italia veniva coltivata in tutte le regioni, per gli usi industriali, soprattutto in Emilia e Campania e per la produzione di semente in Piemonte.

Eccelsero tra le terre da Canapa Bologna e Ferrara.

Proprietà benefiche

Proprietà benefiche

I semi di canapa sono in assoluto uno degli alimenti più completi che esista al mondo.
Sia i semi, sia l’olio che si ricava spremendoli a freddo, sono infatti considerati un “vaccino nutrizionale” perché se assunti con continuità, fortificano contro gli stimoli aggressivi che possono arrivare dall’esterno.

  1. Contengono oltre il 25% di proteine composte da amminoacidi essenziali, ottimi quantitativi di vitamine (A, E, B1, B2, C, PP…) e minerali (ferro, calcio, magnesio, potassio, fosforo)
  2. I semi di canapa contengono alti livelli di vitamina E, che è uno degli antiossidanti più importanti, oltre al tocoferolo e al fitolo.
    Alcuni studi suggeriscono che i semi e l’olio di canapa possano aiutare ad abbattere il colesterolo e prevenire problemi causati dal colesterolo alto
    Uno studio pubblicato nel 2005 ha concluso che i benefici riguardo a colesterolo e pelle sono dati dalla “fornitura equilibrata e ricca di PUFA (acidi grassi polinsaturi) in questo olio di canapa”, che può essere usato come un unguento antinfiammatorio in caso di arrossamenti cutanei e dermatiti.
    L’olio di canapa contiene in rapporto 3:1 i due grassi essenziali Omega – 6 e Omega -3. Questo è il rapporto ideale raccomandato dall’OMS per la salute cardiovascolare. Nessun altro dado o olio vegetale li contiene in questo rapporto.
  3. Uno studio pubblicato nel 2007 ha concluso che i semi di canapa possono impedire la coagulazione del sangue, che “può essere di beneficio nella protezione contro i colpi di coagulo indotti dall’infarto”. Un altro studio ha concluso che i semi di canapa possono offrire una protezione significativa contro l’ictus. Infine l’American Chemical Society ha concluso che “possono avere implicazioni nutrizionali favorevoli ed effetti fisiologici benefici sulla prevenzione delle malattie coronariche e il cancro”.
    La stessa analisi ha concluso che il livello di Omega – 6 “fornisce un elevato valore farmaceutico per le malattie croniche degenerative”. Secondo gli autori tra queste si possono includere aterosclerosi, malattie cardiovascolari e morbo di Alzheimer.
  4. I semi di canapa contengono una varietà di steroli e alcoli che sono noti per ridurre le infiammazioni.
    Se assunti con continuità, olio e semi di canapa migliorano il metabolismo basale, aiutando a rafforzare il sistema immunitario.
  5. Grazie alle loro capacità anti-infiammatorie, olio e semi possono aiutare a combattere alcune patologie infiammatorie del sistema respiratorio.
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